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Polirematica
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La mwawpolirematica, mwbaellissi di mwbqparola polirematica (dal mwbggreco antico πολύς, "molto"cite-ref-1[1], e ῥηματικός, "verbale"), è un mwcwvocabolo caratterizzato da una speciale unità mwdasintattica e mwdqsemantica interna. Alcuni esempi in italiano sono «mwdggioco di carte» o «mwdwscala mobile», oppure espressioni come «nella misura in cui» o «buonanotte al secchio». Si tratta in generale di combinazioni di parole percepite dai parlanti come unità lessicali.
Dette formazioni sono indicate in differenti modi, soprattutto in base al contesto di ricerca: in mweqlessicografia (Sabatini-Coletti, mwegGRADIT, LIP) si parla di mwew(unità) polirematica; in mwfamorfologia (Scalise 1994), di mwfqcomposto sintagmatico, in associazione e contrapposizione con le mwfgparole composte; in mwfwlinguistica computazionale, di mwgaespressione multilessicale. Altri termini che indicano lo stesso fenomeno sono mwgqunità lessicale superiore (Dardano 1978)cite-ref-2[2], mwhglessema complesso (Voghera 1994; De Mauro / Voghera 1996), mwhwparola sintagmatica (Masini 2012)cite-ref-3[3] e mwjaparola complessa (mwjqSimone 2008)cite-ref-masini2011-4-0[4]cite-ref-simone151-5-0[5]cite-ref-6[6].
Contents
• Note
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Generalità
Da un punto di vista sintattico, come costruzione la polirematica presenta analogie con il mwnqsintagma, ma presenta una coesione interna simile a quella di una normale parola e può essere riusata in contesti sintagmatici differenti. Da un punto di vista semantico, come locuzione il suo significato non è desumibile da quello delle parole che la compongono. I diversi tipi di polirematiche possono avere un maggiore o minore livello di coesione interna: in alcuni casi, queste parole composte da più parole vengono usate come un tutto unico.cite-ref-masini2011-4-1[4]cite-ref-simone151-5-1[5]
A parte che per l'mwpwarticolo, vi sono polirematiche tra tutte le mwqaparti del discorso. Seguono alcuni esempi in italiano:
• mwqwnome polirematico: mwraferro da stiro, mwrqluna di miele, mwrgordine del giorno
• mwsaverbo polirematico: mwsqmettere in moto, mwsgrendersi conto, mwswdare retta
• mwtqaggettivo polirematico: mwtgalla mano, mwtwacqua e sapone, mwuausa e getta, mwuqchiavi in mano
• mwuwavverbio polirematico: mwvapiù o meno
• mwvgpronome polirematico: mwvwlo stesso
• mwwqpreposizione polirematica: mwwgquanto a
• mwxacongiunzione polirematica: mwxqfermo restando che
• mwxwinteriezione polirematica: mwyasanto cielo
Le polirematiche rappresentano un fenomeno a metà strada tra mwygmorfologia e sintassi. Se tollerano solo in qualche caso l'intrusione di altre parole al proprio interno, permettono che i propri elementi si mwywflettano a seconda del contesto sintagmatico in cui vengono usate: così, ad esempio, il verbo mwzamettere in scena diventa mwzqho messo in scena o mwzgmetterò in scena a seconda dei casi. Come scrive mwzwSimone, "Le parole complesse sono [...] composte di parole autonome morfologicamente ma non sintatticamente"cite-ref-simone151-5-2[5]. Dalle mwbaparole composte (come mwbqcamposanto, mwbgterremoto, mwbwdolceamaro, mwcacrocifiggere, mwcqmalvolentieri, mwcgqualsiasi, mwcwnotizia bomba ecc.) le polirematiche si differenziano per alcuni aspetti, come ad esempio il fatto di presentare elementi di raccordo espliciti (congiunzioni, preposizioni ecc.) e la maggiore facilità con cui si separano i suoi elementi costitutivi, anche se in generale esistono forti analogie tra i due fenomeni.cite-ref-masini2011-4-2[4]
Vanno distinte dalle polirematiche anche le mweqcollocazioni (del tipo mwegreazione inusitata, mwewrimanere intatto, mwfapiangere di gioia, mwfqrisultare assente, mwfgassente ingiustificato ecc.): in generale, da un punto di vista semantico, il significato delle collocazioni è trasparente, in quanto la mwfwtesta riprende il significato della parola intesa come lessema isolato (in questo senso, mwgapiangere di gioia è un modo particolare di piangere, ma la polirematica mwgqluna di miele non è un particolare tipo di luna). In definitiva, la rigidità delle collocazioni è relativa all'mwggasse paradigmatico, ma non a quello sintagmatico: così, ad esempio, la collocazione mwgwbandire un concorso può apparire nella mwhaforma passiva (mwhqil concorso è stato bandito), mentre ciò non è possibile nei cosiddetti "verbi a supporto" (che sono un tipo di verbo polirematico), del tipo mwhgprendere coraggio (*mwhwil coraggio è stato preso da lui, non da me).cite-ref-masini2011-4-3[4]
Proprietà
Le proprietà delle polirematiche interessano tanto la semantica quanto la sintassi. Tali proprietà non hanno valore categorico, ma solo tendenziale. Le polirematiche:
• vietano la sostituzione con mwkasinonimi dei propri elementi costitutivi (mwkqcamera a gas → *mwkgstanza a gas);
• non tollerano che tra i propri elementi si frappongano elementi estranei (mwlabiglietto da visita → *mwlqbiglietto grosso da visita);
• vietano la mwlwdislocazione dei propri elementi costitutivi (*mwmaè di soggiorno quel permesso?) e in generale ogni cambiamento nell'ordine delle parole (*mwmqnero e bianco, *mwmgbassi e alti);
• vietano la pronominalizzazione dei propri elementi costitutivi (mwnaprestare attenzione: *mwnqChe cosa hai prestato? - Attenzione; mwngcartone animato: *mwnwQuelli animati sono i cartoni che preferisco).cite-ref-masini2011-4-4[4]
In particolare, la maggiore o minore coesione interna pare dipendere dalla categoria grammaticale (o parte del discorso) a cui ciascuna polirematica appartiene. Preposizioni e congiunzioni appaiono più coese di avverbi e aggettivi, e questi ultimi più coesi dei nomi. Tra tutti i tipi di polirematica, sono i verbi a mantenere il minor grado di rigidità, in particolar modo nella testa: i verbi polirematici, insomma, non rinunciano ad avere una testa verbale atta a flettersi (mwpqfaccio bene, mwpgfai bene, mwpwfa bene ecc.). D'altra parte, anche tra i vari verbi polirematici esistono diversi gradi di rigidità: l'espressione mwqafare acqua è più rigida di mwqqprendere tempo (si può infatti dire mwqgprendere un po' di tempo). Quanto ai nomi, in alcuni casi mantengono le marche di mwqwnumero (mwrastrada a scorrimento veloce, mwrqstrade a scorrimento veloce), mentre in altri il numero è rigidamente singolare o plurale (mwrganima viva, mwrwalte sfere).cite-ref-masini2011-4-5[4]
Come le parole composte, anche le polirematiche possono essere endocentriche o esocentriche: nel primo caso, all'interno dell'espressione polirematica figura una testa; nel secondo caso, l'espressione risulta priva di testa. In italiano, i verbi sono sempre endocentrici, mentre si trovano strutture esocentriche tra i nomi (mwtqcessate il fuoco) e, soprattutto, tra aggettivi (mwtgacqua e sapone) e avverbi (mwtwdi punto in bianco). In strutture che presentano una testa, questa può essere categoriale (in quanto determina la parte del discorso a cui la polirematica appartiene) o semantica (di modo che la polirematica è un mwuaiponimo della testa). Il nome polirematico mwuqletto a castello rinvia ad un iponimo di mwugletto (in quanto il letto a castello è un tipo di letto). In alcuni casi, la testa categoriale non è testa semantica (la polirematica mwuwluna di miele non indica un tipo di luna): ciò rinvia ad una importante proprietà delle polirematiche, la loro idiomaticità. Il significato del nome polirematico mwvaluna di miele è infatti non composizionale, in quanto non si ricava dalla somma dei componenti (lo stesso accade nelle mwvqespressioni idiomatichecite-ref-7[7]).cite-ref-masini2011-4-6[4]
Tipologie
Verbi polirematici
Quando nell'espressione polirematica compare un verbo, esso può apparire in forma inflessibile, in quanto cristallizzata nella frase, ad esempio mwygva e vieni; oppure per le polirematiche a base verbale, simili alle espressioni idiomatiche inglesi, il significato del verbo è alterato dalle altre parole, e si coniuga normalmente: ad esempio mwywandare allo sbando o mwzaandare allo sbaraglio, in cui il significato del verbo andare è completamente trasformato.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-polimw0wmw1aPolirematica, in mw1qTreccani.it – mw1gVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. ↑ In particolare, si intende per "unità lessicale superiore" quel tipo di parola complessa che può essere sostituita da una sua parte ("ferro da stiro" → "ferro": mw2gIl ferro è rotto). Altri esempi: mw2wcampo da gioco o, in francese, mw3amachine à laver, in spagnolo, mw3qcorreo de posta ecc. (cfr. mw3gmw3wSimone,mw4a p. 153).
cite-note-masini2011-44. ↑ citereftreccani-parole-polirematiche-enciclopedia-dell-italianoFrancesca Masini, mw-qmw-gParole polirematiche, in mw-wmw-aEnciclopedia dell'italiano, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011.
cite-note-66. ↑ Maria Grossmann, Franz Rainer, mwaqomwaqsLa formazione delle parole in italiano, Walter de Gruyter, 2013, p. 56.
cite-note-77. ↑ mwaq8Maurizio Dardano, «Lessico e semantica», in mwaraIntroduzione all'italiano contemporaneo, cit., p. 293, nota 1.
Bibliografia
Voci correlate
• mwargParola
• mwaroLessema
• mwarwSintagma
• mwar4Frase idiomatica
• mwasaComposizione (linguistica)
• mwasiCollocazione (linguistica)
• mwasqGlossario delle frasi fatte
• mwasyStereotipo (linguistica)
Altri progetti
Altri progetti
• Wikizionario
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «polirematica»
Collegamenti esterni
• mwassElenco polirematiche del Tesoro della lingua italiana delle origini, su tlio.ovi.cnr.it.
• mwas0Elenco di polirematiche su mwas4IntraText
• mwataElenco di polirematiche del Prof. Giuliano Merz, Università di Zurigo